Non basta sciacquare lo spazzolino: ecco il metodo corretto per disinfettarlo dai batteri

Ti è mai capitato di appoggiare lo spazzolino sul bordo del lavandino, sciacquarlo in fretta e pensare “ok, è pulito”? Anch’io l’ho fatto per anni. Poi ho scoperto una cosa un po’ inquietante, lo sciacquo è più una carezza che una pulizia vera, e i batteri restano lì, aggrappati alle setole come ospiti che non vogliono andarsene.

Perché sciacquare non basta davvero

Lo spazzolino vive in un ambiente umido, spesso vicino al WC, e dopo l’uso trattiene saliva, residui e microrganismi. Il punto è che il semplice passaggio sotto l’acqua rimuove solo una piccola parte della carica batterica, circa il 18%. In pratica, la maggioranza resta. E tra i “frequentatori” più comuni ci sono batteri associati alla bocca e non solo, come Streptococcus mutans, Staphylococcus aureus, Escherichia coli e Lactobacillus rhamnosus.

Quando invece si usa un metodo disinfettante, la riduzione può salire fino all’87-100%, a seconda della soluzione. Non è un dettaglio, è proprio un cambio di livello.

Il metodo più efficace e supportato, aceto bianco 50% + acqua 50%

Se vuoi una routine domestica semplice, economica e sorprendentemente efficace, questa è la migliore. Non serve attrezzatura, solo un bicchiere e due ingredienti da dispensa.

Come fare (in 10 minuti)

  1. Versa in un bicchiere 50% aceto bianco e 50% acqua (a temperatura ambiente).
  2. Immergi solo la testina dello spazzolino, evitando il manico se possibile.
  3. Lascia in ammollo 10 minuti.
  4. Risciacqua abbondantemente sotto acqua corrente.
  5. Mettilo ad asciugare in verticale, all’aria, senza coprirlo.

Questo mix, grazie all’acidità dell’aceto, mostra un’azione antimicrobica ampia, citata anche contro Candida albicans. È il genere di gesto che, una volta provato, ti fa chiedere perché non l’hai fatto prima.

Alternative valide, quando vuoi cambiare o non hai aceto

A seconda delle abitudini e di cosa hai in casa, esistono altri metodi utili. Non tutti hanno la stessa forza, ma alcuni sono ottimi come “piano B”.

  • Acqua ossigenata al 3%: diluisci 1 cucchiaino in una tazza d’acqua, ammollo 15 minuti, poi risciacquo molto accurato. Riduzione batterica stimata intorno all’87%.
  • Collutorio antibatterico: immersione 15-30 secondi (o un po’ di più), pratico per la routine. Efficacia più variabile, circa 31-58%.
  • Bicarbonato di sodio: sciogli 1 cucchiaino in acqua, ammollo da 15 minuti a 2 ore. È più delicato, utile se cerchi un’opzione naturale.

Confronto rapido dei metodi

MetodoTempoEfficacia stimataQuando conviene
Aceto 50%10 minMassimaPulizia settimanale “seria”
Acqua ossigenata15 minAlta (circa 87%)Alternativa economica
Collutorio15-30 secMedia (31-58%)Ritocco quotidiano
Bicarbonato15 min-2 hMediaApproccio delicato

Buone pratiche quotidiane che fanno la differenza

Qui si gioca la partita dell’igiene costante, perché anche il miglior ammollo perde efficacia se poi lo spazzolino resta umido e “chiuso”.

  • Sciacqua sempre prima e dopo con acqua calda.
  • Asciuga in verticale, all’aria, e tienilo distante dagli altri spazzolini.
  • Evita il copri-testina se resta umido, può favorire muffe.
  • Cambialo ogni 3 mesi, o subito dopo una malattia (influenza, mal di gola).

E se ti incuriosisce, tutto questo rientra nella logica dell’igiene, cioè ridurre l’esposizione ai microrganismi con piccoli gesti ripetuti.

Il punto finale, semplice ma rassicurante

Il metodo corretto, quello davvero efficace, è l’ammollo della testina per 10 minuti in aceto bianco e acqua 50/50, poi risciacquo e asciugatura verticale. Sciacquare e basta è meglio di niente, ma non è disinfezione. E quando lo sai, è difficile tornare indietro.

Redazione Premio Lettera

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