C’è un momento, quando guardi i tassi sul conto e ti sembra che “non succeda niente”, in cui anche un 3% annuo suona quasi come una sveglia. È qui che entrano in scena i Buoni Fruttiferi Postali (BFP) 2026: prodotti semplici, con garanzia statale, ma con una particolarità che oggi fa gola, alcune serie “premium” promettono un rendimento lordo che può arrivare fino al 3% annuo.
Perché se ne parla come di “interesse record”
Il punto non è solo il numero in sé. Il “record” è legato al contesto: per strumenti percepiti come molto prudenti, vedere un 3% lordo su un orizzonte di 4 anni è un livello che molti risparmiatori non associavano più a questo tipo di soluzione.
Attenzione però, il 3% non è “automatico” su tutto e per tutti. Di solito riguarda serie specifiche come Premium 4 anni e Buono 100, spesso con una condizione chiave: la nuova liquidità.
La regola che cambia tutto: la “nuova liquidità”
Qui conviene essere chiari, perché è il dettaglio che fa la differenza tra entusiasmo e delusione. Per accedere alle serie più generose, in genere serve denaro “fresco”, cioè:
- bonifici in ingresso,
- accrediti nuovi su Libretto Smart,
- somme che non risultano già parcheggiate da tempo negli stessi rapporti.
In altre parole, questi buoni premiano chi porta liquidità nuova e la lascia lavorare per un periodo definito.
Le offerte più interessanti, messe a confronto
Sotto trovi una sintesi delle serie più citate e del loro “senso” pratico, cioè a chi possono servire davvero.
| Tipologia | Durata | Rendimento lordo annuo massimo | Per chi ha senso |
|---|---|---|---|
| Premium 4 anni / Buono 100 | 4 anni | fino al 3% | chi può vincolare nuova liquidità e arrivare a scadenza |
| 3×4 (tassi crescenti) | 12 anni | fino al 3% a 12 anni | chi ragiona per step, con orizzonte lungo |
| Indicizzato all’inflazione | 10 anni | 0,60% fisso + variabile | chi vuole una protezione parziale dal carovita |
| Rinnova 4 anni | 4 anni | 1,50% | chi reinveste buoni in scadenza senza nuove somme |
La sensazione, guardandoli insieme, è abbastanza intuitiva: più “giochi” secondo le regole del prodotto, durata e condizioni, più il rendimento diventa interessante.
Il dettaglio che molti sottovalutano: quando maturano gli interessi
Sui buoni a 4 anni ad alto rendimento, il concetto da tenere in tasca è questo: il tasso pieno spesso si ottiene solo a scadenza.
Di solito funziona così:
- puoi chiedere il rimborso anticipato dopo un periodo minimo (spesso 12 mesi),
- ma se esci troppo presto, potresti ricevere zero interessi, oppure solo quelli previsti dopo certe finestre temporali.
Quindi sì, sono strumenti flessibili perché rimborsabili, ma premiano la pazienza in modo molto netto.
Esempio concreto: cosa succede con 1.000 euro
Immaginiamo un Buono 100 da 1.000 euro tenuto per 4 anni con rendimento lordo complessivo indicativo di 120 euro.
- Capitale iniziale: 1.000 euro
- Interessi lordi a scadenza: 120 euro
- Totale lordo: 1.120 euro
- Tassazione sugli interessi: 12,5%
- Totale netto stimato: circa 1.105 euro
Non è una simulazione “magica”, è semplicemente l’effetto di una fiscalità più leggera rispetto a molti strumenti tassati al 26%.
Fiscalità e soglie: le tre cose da ricordare
Qui i BFP restano forti, anche per chi vuole semplicità:
- tassazione agevolata al 12,5% sugli interessi,
- imposta di bollo dello 0,20% annuo solo oltre 5.000 euro complessivi (sotto soglia, in genere niente),
- sul fronte ISEE, spesso non concorrono fino a 50.000 euro per nucleo familiare (aspetto utile per chi pianifica con attenzione).
Conviene davvero? La risposta, senza giri di parole
Conviene se hai liquidità che non ti serve nel breve e vuoi un approccio prudente, con garanzia statale e regole trasparenti. Il “trucco” è accettare che il premio vero arriva restando fino alla fine.
Se invece temi di dover disinvestire in fretta, o se il tuo obiettivo è battere l’aumento dei prezzi in modo aggressivo, allora il 3% lordo va letto con realismo: è buono, ma la tua serenità dipende dalla durata, dalle condizioni di rimborso e dal tuo scenario personale.

